Guarire dal disturbo di panico

In seguito al corso di formazione “Il trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo di panico e gli interventi di terza generazione” del maggio 2012 condotto dal Dott.Spagnulo , divulgatore di opere scientifiche e psicoeducazionali, vi propongo alcune considerazioni per avvicinarsi a questa tecnica terapeutica, basata su prove scientifiche di efficacia.

Non sono eccessivamente interessata ad una presentazione teorica di questo problema ..ma giusto per intenderci  posso riproporre alcune definizioni:

L’attacco di panico è la sensazione della paura di aver paura, la paura di morire, la paura di impazzire,

l’attacco di panico è una reazione fisica dovuta a un’errata interpretazione di una situazione che viene percepita come pericolosa (ansiogena, che crea ansia) anche se in realtà non è tale, e un attacco di panico inizia improvvisamente e in poco tempo raggiunge l’apice .

Il timore che episodi di panico si ripresentino spinge le persone ad evitare luoghi in cui si sono precedentemente manifestati i sintomi, per il timore che questi ricompaiano, e spesso si evitano spostamenti ritenuti “pericolosi” in quanto si ritiene con maggiore probabilità che creino ansia. In altri casi si sceglie di farsi accompagnare nelle uscite,  da un accompagnatore, per garantirsi una maggiore sensazione di sicurezza.

Nel trattamento del disturbo di panico la Terapia Cognitivo Comportamentale ha dimostrato scientificamente la propria efficacia, paziente e terapeuta collaborano nel lavoro di comprensione del disturbo e nel progettare cosa fare per uscire dal problema.

Alcune dritte:

-chi soffre di attacchi di panico è convinto che il suo problema  consista nell’aver paura di alcune situazioni (ad esempio l’ascensore, l’autostrada ,galleria, folla, uno spazio troppo aperto o troppo chiuso..) e che se questa paura andasse via, sarebbe guarito! Invece questo pensiero è proprio sbagliato..

Guarire dal disturbo di panico vuol dire imparare ad accettare le proprie paure, apprendere a non considerarle una catastrofe e apprendere ad avere ansia. E’ così anche per altri stati emotivi  fondamentali come la rabbia..come si può rifiutare categoricamente l’idea di arrabbiarsi? Finisce che la persona interessata aumenterà la rabbia con sé stessa e con il mondo intero… quindi è molto meglio che la persona apprenda a tollerare la sua rabbia e debba apprendere come gestirla  meglio di quanto ha fatto fino a quel momento….

Così per l’ansia accade che una cattiva gestione dell’ansia comporti un aumento esponenziale fino ad arrivare al panico!

Per tentare di superare il problema in modo completo e duraturo occorre perseguire questi tre obiettivi di lavoro terapeutico:

1-apprendere a capire le proprie paure, i loro significati al fine di superare gli ostacoli impliciti,

2-apprendere a calmarsi in qualsiasi situazione e ovunque,

3-diventare protagonisti della propria vita, senza rinunciare a nessun comportamento o azione che limiti le proprie possibilità di benessere .

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